Riconoscere un buon libero: sette segnali in campo
In molte squadre di club il libero è una posizione di risulta: al giocatore più basso si dà la maglia diversa e tanti auguri. Un peccato, perché il libero tocca più palloni di chiunque altro in un set e decide se riuscite ad attaccare o no. Questi sono i segnali che ti dicono di avere davanti il candidato giusto.
Cosa fa davvero il libero
Il libero è lo specialista della difesa: gioca solo in seconda linea, si alterna un numero illimitato di volte con i giocatori di seconda linea e per questo tocca più palloni di tutti nel set. I suoi due compiti centrali sono ricezione e difesa, più un terzo che spesso si dimentica: organizzare i tre dietro. Chi copre dove su un attacco da sinistra, chi prende il pallonetto, chi insegue la palla dopo un tocco a muro — lo regola il libero, oppure non lo regola nessuno. Le limitazioni formali (non batte, non mura, non alza di palleggio per un attacco in zona d'attacco) sono in le regole del libero.
Sette segnali che stai guardando il giocatore giusto
- Si ferma presto. I buoni ricettori sono già fermi sul posto prima che la palla venga colpita. Non guardare la ricezione, guarda i piedi nel secondo precedente.
- Le sue palle sporche restano giocabili. Ricezioni perfette le hanno tutti; la differenza è la palla che tocca male e tiene comunque dentro i tre metri.
- Parla in continuazione. "Mia!", "fuori!", "libera!" — e non solo sul proprio pallone.
- Si tuffa senza pensarci. La disponibilità ad andare a terra è in parte carattere e solo in parte tecnica; guarda come reagisce a una palla realisticamente persa.
- Legge l'attaccante, non la palla. Un giocatore che si muove già sulla rincorsa e sulla spalla dell'attaccante ha un istinto difensivo difficile da insegnare.
- Si riprende in fretta dopo un errore. Il libero che dopo una sbavatura resta tre scambi a rimuginarci ti costa mezzo set.
- Gli piace. Non sottovalutarlo: un giocatore che vive il ruolo come una retrocessione non diventerà mai un buon libero, per quanto riceva bene.
Cosa non c'è nell'elenco: la statura. Essere basso aiuta ad andare giù, ma non è un criterio — ci sono parecchi giocatori alti che ricevono benissimo e saltano troppo poco per attaccare.
Confrontare i candidati in modo equo
Il segnale più chiaro è la qualità in ricezione, e in Koach puoi valutare la ricezione per giocatore su una scala da 0 a 3, così confronti i candidati su più partite invece che su un'impressione singola. La differenza è enorme: un giocatore che di martedì sera prende tutto può rendere in modo molto diverso contro una squadra che batte in salto. Raccogli tre-cinque partite di valutazioni e guarda poi sia la media sia la dispersione: un ricettore che porta a casa quasi sempre un 2 o un 3 vale per un libero più di uno che alterna il perfetto e l'inservibile. Come si regge in pratica quella registrazione durante la partita è in registrare la ricezione.
Cosa significano le regole per la tua scelta
Tre conseguenze pratiche. Uno: il tuo libero non batte, quindi perdi il turno di battuta di un giocatore che magari batte proprio bene — mettilo in conto. Due: il libero non può murare né attaccare sopra il bordo della rete, quindi non ci metti un talento offensivo. Tre: secondo il regolamento FIVB puoi indicare due liberi a referto, ma in campo ce n'è sempre uno solo, e lo scambio tra i due è possibile solo dopo una rotazione completa o in caso di infortunio. Le condizioni esatte sono in le regole di sostituzione del libero. Per la maggior parte delle squadre di club significa: scegli un libero titolare e allena un secondo giocatore nel ruolo, così un infortunio o un'assenza non ti stravolge tutta la ricezione.
Far crescere il libero, una volta che ce l'hai
Un libero non migliora da solo grazie ai palloni in più. Dagli tre cose. Primo, tempo di allenamento specifico: serie in cui riceve soltanto, contro pressione di battuta crescente, e serie difensive in cui deve partire da posizioni diverse. Secondo, responsabilità: fagli sistemare la seconda linea nelle varie formazioni di ricezione e fagli dire prima della partita dove l'avversario attacca di più. Terzo, riconoscimento: un libero non fa punti e non compare mai nel tabellino. Metti il suo contributo in numeri — una media in ricezione sopra 2,2 è ottima per la pallavolo di club — altrimenti resta l'unico giocatore della tua squadra senza un risultato visibile.
Test pratico: fai ricevere a tre candidati una serie di venti battute, tutte dallo stesso battitore, e non contare le ricezioni perfette ma quelle inservibili. Il libero che cerchi è quello con meno zeri — non quello con più tre.
Domande frequenti
Il libero deve essere il giocatore più basso della squadra?
No. La statura aiuta ad andare giù, ma qualità in ricezione, lettura del gioco e comunicazione pesano di più. Scegli il giocatore che riceve in modo più stabile e sa guidare la difesa, indipendentemente dall'altezza.
Il libero può essere capitano?
Il libero non può fare da capitano in campo. Se il capitano della squadra è il libero, o viene sostituito, la squadra designa un altro giocatore in campo come capitano di gioco per quel periodo.
Da che età si usa un libero fisso?
Nel settore giovanile è sensato fissare il ruolo solo intorno all'Under 16. I più giovani traggono beneficio dall'imparare tutti i fondamentali; chi a dodici anni riceve soltanto si perde attacco, muro e battuta proprio nella fase in cui si imparano più facilmente.


