Registro squadra: cosa può leggere il responsabile | Koach
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Intervista · 24 settembre 2026

«Segue otto squadre e non riusciva a leggere una sola nota di nessuna»

Dennis Boekhout, allenatore olandese di 28 anni, racconta il registro squadra nell’area società: cosa può leggere la dirigenza, cosa resta fuori di proposito e cosa cambia per un allenatore.

Registro squadra

Una società vive di persone che lo fanno oltre al lavoro, e quelle persone cambiano. L’allenatore che smette a novembre si porta fuori dalla porta tutto quello che sapeva. Il suo successore riparte da zero, non perché non fosse scritto da nessuna parte, ma perché nessun altro poteva arrivarci.

Da settembre 2026 l’area società di Koach ha un registro squadra: la dirigenza può leggere quello che gli allenatori di una squadra hanno annotato. Sola lettura, dietro un unico permesso. Una conversazione su da dove è arrivata la richiesta, cosa resta fuori di proposito e perché Dennis non vuole addolcire il rovescio della medaglia.

Questa funzione non è nata dalla tua squadra, mi pare.

«No, questa è arrivata da una società. Mi ha chiamato un responsabile tecnico. Segue otto squadre, non sta in palestra con nessuna delle otto, eppure è lui che a fine stagione deve sapere com’è andata e chi ha fatto quale passo.

«Segue otto squadre e non riusciva a leggere una sola nota di nessuna. Nessun resoconto, nessuna riga su un giocatore, niente. Tutto quello che un allenatore annota nell’app è appeso a quella singola squadra, e lui non era allenatore di nessuna delle otto.»

Perché non l’hai semplicemente messo come allenatore di quelle otto squadre?

«Perché così risolvi il problema ingrandendolo. Un allenatore non legge soltanto, un allenatore scrive. Formazioni, convocazioni, note, presenze, tutto. Daresti otto chiavi a qualcuno che voleva guardare da otto finestre.

«Ed è anche ingiusto verso gli allenatori. Di colpo nella loro squadra compare un nome in più che nessuno ha mai incontrato in palestra. Io volevo una porta che si apre per leggere, non otto porte che puoi anche attraversare.»

Che cosa vede adesso quando lo apre?

«Prima le squadre della società, un semplice elenco di nomi. Ne sceglie una e ottiene gli ultimi dodici allenamenti che si sono davvero svolti, il più recente in cima. Per ogni riga la data, il tema di quella sera e la partecipazione: sette presenti su nove.

«E se l’allenatore ha scritto qualcosa, quella riga finisce con “con resoconto”. Sembra niente, ma è esattamente ciò che serve per scorrere l’elenco. In tre secondi vedi dove c’è qualcosa da leggere e dove una sera è stata semplicemente una sera.»

Il registro squadra nell’area società: in alto la squadra scelta, sotto gli allenamenti uno sotto l’altro con la data e il tema. Sul primo si legge “7 di 9 presenti · 2 di 3 fatti · con resoconto”.
Dodici allenamenti per squadra, con la partecipazione e quanto del programma è stato fatto. Sulla prima riga compare che c’è anche un resoconto.

E se ne apre uno?

«Allora compare il programma di quella sera, blocco per blocco, e accanto a ogni blocco se è stato fatto, fatto in parte o non fatto. Sono i cerchietti che l’allenatore tocca in palestra. Sotto c’è il resoconto, e sotto ancora chi lo ha aggiornato per ultimo.

«L’idea è tutta lì. Non “l’allenamento si è svolto”, ma “c’erano tre blocchi, ne abbiamo fatti due, ed ecco cosa ha scritto l’allenatore dopo”. Su questo si può parlare. Su una percentuale di presenze raramente.»

Ci sono anche le note sui giocatori.

«Sì, sotto gli allenamenti. Lì ci sono i giocatori di quella squadra, e toccandone uno si apre quello che gli allenatori hanno scritto su di lui, con la data e il nome di chi l’ha scritto. Quel nome c’è solo da fine settembre. Le note più vecchie non ce l’hanno e mostrano solo la data.

«Quel nome conta più di quanto sembri. “Si blocca in attacco” scritto dall’allenatore del martedì è una frase diversa dalla stessa frase scritta da chi sta in panchina il sabato. Senza nome leggi una squadra come una voce sola, e non lo è mai.»

Può modificare qualcosa lì dentro?

«No. Niente. Nessun pulsante, nessuna matita, nessun cerchietto da girare. Chi vuole correggere un resoconto lo fa nella schermata della squadra, dove stanno gli allenatori e dove valgono i normali permessi di squadra. La dirigenza legge, non allena.

«E non vale solo per le schermate. Anche il server non lascia passare altro che la lettura. Altrimenti alla fine succede comunque: qualcuno in buona fede che “chiarisce” il resoconto di un altro.»

Chi lo vede? Chiunque abbia un account della società?

«No, ed è la frase più importante di tutta questa storia. Dipende da un solo permesso nell’elenco dei permessi della società, e quel permesso ce l’hanno il gestore del club e un membro del consiglio. Nessun altro. In quell’elenco ci sono quattro ruoli, e questo permesso è attivo solo su due.

«Il tesoriere nemmeno, perché il tesoriere si occupa di soldi. E neanche la persona di fiducia della società, quella a cui un ragazzo può rivolgersi in riservatezza, e questo a volte sorprende. Ma lei lavora uno a uno. Se può leggere per impostazione predefinita quello che gli adulti scrivono sui ragazzi, è diventata qualcosa di diverso da ciò per cui esiste.»

Che cosa resta fuori di proposito?

«Le note delle partite. Quelle le ho lasciate fuori apposta. È attorno a una partita che un allenatore scrive nel modo più tagliente sui suoi giocatori, e quello deve restare tra lui e quella squadra. Il registro parla di come si forma una squadra, non di che cosa è andato storto sabato nel terzo set.

«In ogni caso passa molto meno di quanto si immagini. Nessun indirizzo email, nessun messaggio di chi dà forfait, nessun motivo di assenza, nessun numero né valutazione per singolo giocatore. Delle presenze passa solo il totale. Chi mancava martedì è una conversazione in palestra, non una riga nella dashboard della società.»

Il rovescio della medaglia: un allenatore ora sa di poter essere letto.

«Vero, e non voglio addolcirlo. Sopra il campo del resoconto c’è scritto che è visibile solo agli allenatori di quella squadra. Dentro la schermata della squadra quella frase è esatta. Ma adesso la dirigenza ha una porta tutta sua accanto, ed è un’altra storia.

«Per un po’ me la sono raccontata con “tanto è sola lettura”. Troppo comodo. Se sai che qualcuno ti legge, scrivi diversamente: più prudente, più levigato, meno utile. È un prezzo vero, e lo paghi in silenzio.»

Come ci si comporta come società?

«Dicendolo ad alta voce. Una frase alla riunione degli allenatori: esiste un registro squadra, il gestore e il consiglio possono leggere il tuo resoconto, ed è per questo motivo che lo vogliamo. Un allenatore che lo scopre per caso sei mesi dopo non scriverà mai più niente.

«E vale lo stesso test che uso per le note sui giocatori: fra sei mesi me la sentirei di leggerlo davanti al giocatore e ai suoi genitori? Chi scrive così non ha problemi se lo leggono. Chi scrive un giudizio invece di un’osservazione aveva già un problema prima.»

Quando si usa una cosa del genere? Una sbirciata ogni settimana?

«No, ed è subito il riflesso sbagliato. Non è un rapporto settimanale e tanto meno una lista di controllo. Se la dirigenza passa in rassegna tutte le squadre ogni lunedì, hai costruito una vigilanza invece di una società, e nel giro di una stagione lo vedi da quanto poco si scrive ancora.

«Serve per due momenti. Quando ti siedi con un allenatore, e quando qualcuno prende una squadra a metà stagione. Allora rileggi mezz’ora di storia e sai dove sta quella squadra. Per il resto dell’anno può restare chiuso.»

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