Apprendimento differenziale nella pallavolo: mai due volte uguale | Koach Volleyball
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Apprendimento differenziale nella pallavolo: mai due volte uguale

La risposta breve

L'apprendimento differenziale è un metodo in cui i giocatori non eseguono mai una tecnica due volte uguale: ogni ripetizione ha una variazione diversa e non correggi verso un modello ideale. È l'estremo di una scala che va dalla pratica a blocchi a quella variata e casuale. Le prove sono promettenti, ma scarse.

L'apprendimento differenziale salta fuori appena gli allenatori parlano di lavorare a blocchi o di mescolare gli esercizi. Questo articolo mette a confronto i quattro modi di ordinare le ripetizioni, spiega perché un esercizio che sembra riuscito non sempre resta, mostra cosa dice e cosa non dice la ricerca e propone variazioni per tecnica per il tuo prossimo allenamento.

Tempo di lettura: 7 min

Quattro modi di riempire gli stessi dieci minuti

Supponiamo che tu abbia dieci minuti per il bagher. Puoi riempirli in quattro modi, e il numero di tocchi è lo stesso in tutti e quattro. La differenza sta nell'ordine e in quanto cambia da una ripetizione all'altra.

FormaCome si presenta nel bagherCosa fa il giocatore
Pratica a blocchiTrenta bagher di fila sulla stessa palla lanciata, dallo stesso puntoRipete un movimento finché non riesce
Pratica variataLo stesso bagher, ma il lancio cambia altezza, distanza e direzioneAdatta il movimento a una palla sempre diversa
Pratica casualeBagher, palleggio e battuta mescolati, in un ordine che il giocatore non conosceA ogni palla sceglie di nuovo e ricostruisce il movimento
Apprendimento differenzialeOgni bagher volutamente diverso: piedi stretti, braccia piegate, dopo un giro, con una mano sul polsoScopre da solo cosa funziona, in uno spazio che cambia di continuo

Tra blocchi e casuale c'è ancora la pratica seriale: bagher, palleggio, battuta in un ordine fisso, sempre da capo. Nessuna di queste forme è sbagliata. Fanno solo qualcosa di diverso ai tuoi giocatori, e lo vedi solo se guardi oltre l'esercizio stesso.

Perché un esercizio che sembra riuscito non sempre resta

Nel 1979 Shea e Morgan fecero imparare a dei soggetti tre compiti motori, un gruppo a blocchi e l'altro in ordine casuale. Durante la pratica il gruppo a blocchi era nettamente migliore. Nel test fatto più tardi si invertì tutto: il gruppo che si era allenato in ordine misto ricordava meglio i compiti e li applicava meglio a una variante nuova (Shea e Morgan, 1979). È l'effetto dell'interferenza contestuale.

Una spiegazione molto usata: nella pratica a blocchi copi la ripetizione precedente, mentre nella pratica casuale devi richiamare il movimento a ogni palla. Costa fatica e rende l'esercizio più disordinato, ma è proprio la fatica che devi fare anche in partita. Una rassegna di Soderstrom e Bjork allarga il discorso: quello che vedi durante la pratica è una misura poco affidabile di quello che resterà dopo, e le condizioni che rendono la pratica più difficile spesso rendono di più a lungo termine (Soderstrom e Bjork, 2015).

Per un allenatore è scomodo. L'esercizio a blocchi in cui dopo dieci minuti quasi ogni bagher arriva al palleggiatore sembra un allenamento riuscito. La forma casuale in cui resta tutto disordinato sembra un fallimento. Chi giudica solo quello che vede la sera stessa sceglie quindi sistematicamente la forma che resta di meno.

Cosa fa di diverso l'apprendimento differenziale

L'apprendimento differenziale va un passo oltre la pratica casuale. Lo propose alla fine degli anni Novanta lo scienziato del movimento tedesco Wolfgang Schöllhorn. Il punto di partenza: non esiste una tecnica ideale che tutti devono copiare, e un giocatore impara dalle differenze tra le ripetizioni. Per questo non ripeti nulla in modo identico e non correggi verso un unico movimento modello. Al contrario aggiungi grandi variazioni nel movimento stesso, come la posizione dei piedi, l'angolo delle braccia, la velocità o il ritmo, così il giocatore trova da solo una soluzione stabile.

La differenza con la pratica variata: lì cambia soprattutto la palla e la tecnica resta l'obiettivo. Nell'apprendimento differenziale cambi la tecnica stessa, anche in modi che in partita non useresti mai.

Cosa dice e cosa non dice la ricerca

La conclusione sobria: la variazione merita un posto fisso nel tuo allenamento, ma non c'è motivo di stravolgere tutto. Chi dice che l'apprendimento differenziale funziona sempre meglio dice più di quanto dica la ricerca.

Quando la pratica a blocchi è la scelta giusta

Se lavori con un gruppo di principianti, sposta ogni abilità lungo la scala: prima a blocchi, dopo qualche allenamento variata, poi casuale. Se un esercizio somiglia anche alla partita, con un avversario vero e un punteggio, è un'altra domanda; la trovi in esercizi situazionali.

Come usarlo domani

Scegli per ogni allenamento una tecnica e dedicale da otto a dodici minuti di lavoro differenziale. Quattro regole lo rendono utilizzabile: fai variazioni abbastanza grandi perché i giocatori le notino, dai feedback sul risultato (la palla è arrivata sul bersaglio?) e non sulla forma, non scegliere variazioni che provocano infortuni, e chiudi con una forma in cui si sceglie e si conta.

La struttura completa di un allenamento, dal riscaldamento alla partita finale, la trovi in come condurre un allenamento di pallavolo, e come inserire un blocco così in un programma di più settimane in la struttura dell'allenamento.

Verifica l'apprendimento una settimana dopo, non la sera stessa. Apri l'allenamento successivo con la stessa breve misurazione, per esempio dieci battute a giocatore su una zona o dieci bagher sul bersaglio. Solo quel numero ti dice se la variazione della settimana prima è rimasta.

Seguire l'apprendimento su più allenamenti

Visto che l'apprendimento si vede solo più tardi, devi ricordare cosa hai fatto la settimana prima e cosa hai visto. In Koach inserisci il lavoro differenziale come blocco a sé nel programma dell'allenamento: con + Blocco gli dai un nome, una durata e una descrizione in cui annotare le variazioni. Con Copia piano lo riprendi la settimana dopo.

Il programma di un allenamento in Koach con i blocchi e la loro durata, i pulsanti Esercizio e Blocco e sotto il resoconto
Il programma di un allenamento: ogni parte è un blocco con la sua durata, e sotto c'è il resoconto.

Dopo l'allenamento scrivi nel resoconto cosa hai visto in È andato bene e Da migliorare, e in Focus per la prossima volta la misurazione con cui apri l'allenamento successivo. Così il confronto è pronto senza doverlo ricordare. Quanto costa Koach dopo i 14 giorni gratuiti lo trovi sulla pagina dei prezzi.

14 giorni gratis, senza carta di credito. Martedì inserisci nel programma un blocco di bagher differenziale e giovedì apri con la stessa misurazione.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra pratica a blocchi e pratica casuale?

Nella pratica a blocchi ripeti un'abilità molte volte di fila, per esempio trenta bagher sulla stessa palla lanciata. Nella pratica casuale abilità o varianti si alternano in un ordine che il giocatore non conosce. La pratica a blocchi dà risultati migliori durante l'allenamento, quella casuale in molti studi resta di più, soprattutto nei giocatori che padroneggiano già le basi.

L'apprendimento differenziale va bene per bambini e principianti?

Con moderazione. Un principiante ha bisogno prima di abbastanza ripetizione per trovare il movimento di base, e troppa variazione costa un'attenzione che non ha ancora. Le variazioni giocose vanno bene, purché l'esercizio riesca: prendere una palla dopo un giro o passarla stando in ginocchio. Aumenta la variazione man mano che la tecnica diventa più stabile.

Nell'apprendimento differenziale non si corregge mai?

Dentro il blocco differenziale non correggi verso un unico movimento modello; il feedback riguarda il risultato, per esempio se la palla è arrivata sul bersaglio. Fuori da quel blocco il normale lavoro da allenatore resta possibile. Se vedi un errore che può portare a infortuni, come atterrare su una gamba sola, intervieni sempre.

Quanto ci vuole per vedere un effetto?

Durante il blocco differenziale stesso spesso vedi risultati peggiori. Se funziona lo vedi solo con una misurazione successiva, al più presto qualche giorno dopo. Programma quindi una misurazione fissa all'inizio dell'allenamento successivo e confrontala nell'arco di qualche settimana, invece di giudicare la sera stessa.

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